CHIESA DI SANTA MARIA DEI MONTI
La chiesa di Santa Maria dei Monti era un’antica chiesetta di un piccolo convento situato presso Porta Medina nella piazza di Montesanto. L’ edificio sacro sarà abbattuto nell’ ultimo decennio del XIX secolo per fare posto alle stazioni della Cumana e della funicolare . La chiesa la si puo’ notare in una litografia del 1700 che corredava “Napoli città nobilissima, antica, e fedelissima” Domenico Antonio Parrino .
Nel 1624 , nella ” Napoli sacra” di Cesare d’ Engenio Caracciolo la troviamo nel capitolo riguardante le chiese fuori porta:“E’ cosidetta per essere fabbricata al Monte per questo ritiene il nome del Monte, fu dunque nel 1563 edificata da i seguenti, cioè da Onofrio d’Anselmo, Gio. Antonio, & Andrea Di Ferrante, Bartolomeo, Pierluigi, e Mattio Cuomi e da altri Napolitani i quali poi nel 1567 la concederono ai frati di Santa Maria della Mercede come si è detto altrove, e nel 1569 i sopradetti la diedero ad ufficiare ai frati conventuali di San Francesco, che di presente vi stanno, che sono di numero 6.”
La chiesa sulle mappe
- Nel 1628 nella pianta di Alessandro Baratta appare già costruita fuori della murazione cittadina alla nota numero 83 prima dell’ apertura di porta Pertuso
- La costruzione si vedrà ben definita nel 1775 nella pianta di Giovanni Carafa Duca di Noja nota 378.
- La sua struttura si rileva priva di denominazione nella pianta del comune Di Napoli del prof. Federico Schiavoni nel foglio n°12 (1863/80)
Storia della chiesa
La chiesa risale al 1563 prima dell’ apertura di “Porta Pertuso” ,un buco abusivo nella murazione della città che collegava il centro con le campagne che menavano al Vomero. La porta sorgeva nei pressi di piazza Montesanto e fu aperta nel 1597 in maniera del tutto abusiva durante il viceregno del Conte Olivares Enrique de Guzmán, realizzando un “pertuso” nel muro, in modo da consentirne il passaggio agli abitanti delle zone circostanti. Solo dopo cinquant’anni, nel 1640, durante il regno di Filippo IV, fu edificata una vera e monumentale porta denominata Porta di Medina ma nonostante ciò, il popolo continuò a chiamarla porta Pertuso.
Chiesa di Santa Maria ai monti
Come leggiamo nelle cronache del gesuita Giovan Francesco Araldo (attivo a Napoli nel XVI secolo) commentate da Francesco Divenuto, la chiesa era stata costruita dalle famiglie Ferrante e Cuomo nel 1563, in una zona rurale al di fuori delle mura di cinta della città. Quattro anni dopo l’ Arcivescovo di Napoli Mario Carrafa affidò questa chiesa di campagna ad un gruppo di frati provenienti dalla Spagna dell’ ordine della redenzione dei cattivi, chiamati di Santa Maria della Mercede affinché trovassero una sistemazione in città. “una chiesola fuor de le mura , (….) ove essi frati con povertà et esemplar vita si trattennero fino al 1569”.
L’alluvione del 1569
L’ 8 ottobre del 1569 alle tre di notte su Napoli si scatenò un violento temporale, un vero diluvio (oggi la definiremo una bomba d’acqua) dalle colline scese a valle ” una grossissima e potentissima lava d’acqua col suo vementissimo impeto correndo ” distrusse diverse abitazioni e provocò diversi morti. I frati spagnoli alloggiati nel piccolo convento, contiguo alla chiesa furono spaventati da questo gran diluvio e dalla grande massa d’acqua proveniente da sant’Elmo che provocò l’ allagamento del convento. Da quella alluvione si salvarono miracolosamente “Et dubitando che per la continuazione di essa acque e piogge, in qualche notte essi frati n’avessero a rimaner soffocati si risolvettero a mutar ‘habitatione”. Chiesero subito all’ arcivescovo di Napoli un nuovo ricovero più sicuro e l’alto prelato diede loro una nuova sistemazione presso l’antica porta romana poi detta di Chiaia. Un’ altra piccola chiesetta (Una cappella gentilizia) detta di Sant’Ursola.
Sant’Orsola a Chiaja
In poco tempo nel 1575 con le elemosine e un aiuto dei fedeli ampliarono e costruirono una nuova e più grande chiesa con un annesso convento . La chiesa è oggi conosciuta come Sant’Orosla a Chiaia. Alla metà del XIX secolo sia la chiesa che il convento sono stata malamente ristrutturati e notevolmente ridimensionati . Nel chiostro del convento costruirono l’attuale teatro Sannazzaro.
Chiesa e convento dei frati minori francescani
Abbandonata notevolmente danneggiata, la Chiesa e il convento furono affidati alle amorevoli cure dei frati minori del 3° ordine dei francescani. I frati, con il loro lavoro e con le elemosine dei fedeli poco la volta ristrutturarono e abbellirono la vecchia costruzione. Da documenti contabili sappiamo che nel complesso esisteva un dipinto di un giovane allievo di Luca Giordano un tal Francischietto Spagnolo che rappresentava una gloria d’angeli e che al tempo la sacrestia era stata abbellita con stucchi su disegno di Lorenzo Vaccaro. Nel suo interno vi erano due colonne di pietra africana successivamente alienate dagli stessi frati. Inoltre si sa che quando i frati lasciarono il convento dopo la prima metà dell’0ttocento , tutti gli arredi sacri furono devoluti alla nuova chiesa del Santo Sepolcro sul corso Vittorio Emanuele (1866). Abbandonata la chiesa, la struttura subì diversi furti fino all’abbattimento per la costruzione della stazione della funicolare alla fine del XIX secolo.
Giuseppe Sigismondo 1789 scrive .
“Nel 1563,. fu edificata da alcuni divoti napoletani; da i quali nel 1567. fu concessa ai frati di Santa Maria di Mercede ; e questi nel 1569 la cederono ai conventuali .Vi è un piccolo convento e la chiesa ultimamente rifatta”
Francesco Ceva Grimaldi nel 1857 scrive ;
A.D. 1565- Santa Maria del Monte “Stabilita da Onofrio Anselmo, Giovanni Antonio ed Andrea Ferrante, che poi nel 1567 la concederono ai frati della Mercede; e passati quelli a S. Orsola a Chiaja passò la chiesa ai frati conventuali di San Francesco”
Prima e dopo
La prima foto rappresenta la chiesa poco prima dell’ abbattimento durante la costruzione della galleria della “Cumana” che entrerà in esercizio nel 1889. Nella seconda vediamo anche La stazione della funicolare sorta al suo posto e inaugurata nel 1891 ..
Conclusioni
Questa chiesetta col suo piccolo convento non ha avuto molta fortuna nella storia architettonica della città per questo è difficile reperire notizie sulla sua struttura interna. Sicuramente trattandosi di una povera “chiesola” di campagna non era ornata con opere d’arte di interesse per cui la troviamo dimenticata se non lievemente accennata nelle più prestigiose guide cittadine specialmente quelle del XIX secolo che si rifacevano a quella del Celano curata dal Chiarini della metà dell’ottocento che ne ha appena accennata la presenza . Eppure per un breve periodo fu anche parrocchia prima che il titolo passasse alla più prestigiosa ed artistica Santa Maria di Montesanto. Pistolesi, Nobile, Galanti, D’Afflitto non ne parlano; è assente perfino dalla Napoli sacra di Aspreno Galante e da diverse mappe cittadine. Forse la risposta ce la da Antonio Parrino uno dei primi e dei pochi autori che ha citato la chiesetta :
” v’è la chiesa di S.M de Monti dei padri conventuali, picciola chiesa ,con conventino poco comodo, ed ombroso per esser situato in mezzo a due monti.
Oltre al fatto che sorgeva in posto poco salubre, minacciata da i continui allagamenti delle acque pluvie provenienti da San Martino, sia per la mancanza di opere d’arte, la chiesa fu dimenticata e cancellata dalla memoria della città fino ad essere abbattuta senza troppe remore alla fine del XIX secolo per far posto alla stazione della allora moderna funicolare.
Bibliografia
- Alessandro Baratta Pianta di Napoli 1628 – Gallica Biblioteca nazionale di Francia (doc.digitalizzato)
- Duca di Noja Pianta di Napoli 1775 Biblioteca Digitale
- Pianta Schiavoni (1863/80) riprod. anastatica a cura della Elio De Rosa Editore 1992
- “Napoli sacra “di Don Cesare d’ Engenio Caracciolo 1624 (copia Anastatica)
- “Napoli città nobilissima, antica, e fedelissima” Domenico Antonio Parrino 1700 (copia anastatica)
- “Descrizione della città di Napoli e i suoi borghi” Giuseppe Sigismondo 1789 (copia anastatica di Arnaldo Forni editore )
- “Della città di Napoli dal tempo della sua fondazione sino al presente” Francesco Ceva Grimaldi 1857 (copia Anastatica Forgotten Books 2018)
- “Napoli sacra del XVI secolo” Francesco Divenuto Edizioni Scientifiche italiane 1990.
- “Napoli l’Europa e la Compagnia di Gesù” Francesco Divenuto Edizioni Scientifiche Italiane 1998
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- Raccolta notizie per la storia, arte, architettura, di Napoli e contorni : Aldo Pinto
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